Se al Cav. supereroe (sputtanato) giovi o no l’ultima raffica dei pm

Dopo quattro ore di camera di consiglio i giudici del tribunale di Milano ieri hanno respinto l’istanza con cui la difesa di Silvio Berlusconi aveva chiesto di sospendere il dibattimento sul caso Ruby fino al voto di febbraio. Secondo i giudici non ci sono le condizioni per sospendere il processo, il Cavaliere non risulta formalmente candidato premier. Le stesse argomentazioni erano state utilizzate dal pubblico ministero Ilda Boccassini. Dagli ambienti vicini all’ex presidente del Consiglio viene attribuita ai giudici di Milano l’intenzione di arrivare a una sentenza di condanna prima del voto.
17 AGO 20
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Dopo quattro ore di camera di consiglio i giudici del tribunale di Milano ieri hanno respinto l’istanza con cui la difesa di Silvio Berlusconi aveva chiesto di sospendere il dibattimento sul caso Ruby fino al voto di febbraio. Secondo i giudici non ci sono le condizioni per sospendere il processo, il Cavaliere non risulta formalmente candidato premier. Le stesse argomentazioni erano state utilizzate dal pubblico ministero Ilda Boccassini. Dagli ambienti vicini all’ex presidente del Consiglio viene attribuita ai giudici di Milano l’intenzione di arrivare a una sentenza di condanna prima del voto (e non solo sul caso Ruby, ma anche nel processo sulle intercettazioni dell’affaire Bnl-Unipol). “Il tribunale è entrato pesantissimamente nella campagna elettorale”, ha detto l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini. Ma quali sono gli effetti politici di questa nuova deflagrante offensiva giudiziaria? “In assoluto credo che Berlusconi ne sia danneggiato”, dice al Foglio Marcello Sorgi. E l’editorialista della Stampa prosegue: “Ma se venisse di nuovo condannato, com’è accaduto nel processo Mediatrade, cioè qualora la condanna arrivi prima delle elezioni, allora non si può escludere che gli elettori del Pdl si mobilitino sostenendo il Cavaliere anche nelle urne”. C’è tuttavia un aspetto che Sorgi sottolinea: “In campagna elettorale i processi si dovrebbero fermare sempre. Una sospensione di quaranta giorni non avrebbe cambiato nulla dal punto di vista processuale, invece va da sé che processare un leader politico a un mese dal voto significa prestare il procedimento giudiziario a qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Diventa campagna elettorale”.
Tutta la parabola politica di Silvio Berlusconi è stata caratterizzata dal suo rapporto conflittuale con la magistratura: i processi che lo hanno visto coinvolto ne hanno in parte danneggiato la credibilità, soprattutto all’estero, ma lo hanno pure sempre reso, almeno in Italia, una specie di “supereroe sputtanato”: un Cavaliere che sente il dolore dell’accanimento giudiziario, ma che pure riesce così a polarizzare il paese e gli elettori, divisi tra i suoi fan e quelli dei magistrati che invece vogliono vederlo in galera. Come dice Antonio Noto, sondaggista di Swg: “Berlusconi sta cercando di recuperare parte dell’elettorato che da un po’ si è disaffezionato. Questo segmento di elettori si divide in due, una metà è composta da coloro i quali non lo votano più perché ne danno un giudizio politico negativo, basato sull’ultima esperienza del governo Berlusconi. E questi sono molto difficili da recuperare. Ma c’è pure un’altra metà di elettori che invece dà più peso alle vicende personali del Cavaliere, e al suo stile di vita. Costoro costituiscono un ‘pubblico’ che può essere recuperato in una logica di conflitto propagandistico con i magistrati”.
Gli ultimi sondaggi danno il Pdl e il Cavaliere in ripresa, tra il 2 e il 4 per cento in più secondo Euromedia Research. Percentuali tuttavia – secondo i consiglieri del Cavaliere – ancora da consolidare. Che effetti avrà l’offensiva giudiziaria? “Se fosse condannato forse ci sarebbero per lui effetti paradossalmente positivi”, dice Sorgi, “ma in realtà tutta questa storia di Ruby gli fa molto male. E’ il processo più complicato, quello più dannoso per la sua credibilità e la sua immagine, è la storia che ha offerto l’idea che Berlusconi fosse un po’ uscito di senno”. La battaglia con i magistrati lo indebolisce. “L’ultima volta, alle elezioni comunali di Milano, è andata malissimo”, dice Sorgi. “Se vi ricordate, Berlusconi organizzò alcune manifestazioni contro i giudici. Davanti al tribunale c’erano due tifoserie contrapposte. Non servì a niente, vinse comunque Giuliano Pisapia”.